Apri un file EML
Trascina un'email salvata in .eml e leggila come nella tua casella, con mittente, data, oggetto e testo. Gli allegati li scarichi uno per uno e il postacert.eml di una PEC si apre con un tocco. Il file resta sul tuo dispositivo.
Resta sul tuo dispositivo, non viene caricato da nessuna parte
🔒 Il messaggio viene aperto qui dentro, nel tuo browser. Niente caricamento, niente server, nessuna copia da nessuna parte. Le immagini che stanno su un server esterno restano bloccate.
Quando serve aprire un .eml
Il file .eml è il messaggio così com'è viaggiato: intestazioni, testo e allegati in un unico file. Ti capita fra le mani quando qualcuno ti inoltra una segnalazione «con l'originale allegato», quando esporti la posta da una webmail o da un vecchio programma, o quando devi ripescare un allegato da un archivio di PEC. Se sul dispositivo non c'è un client di posta configurato, un doppio clic non apre niente oppure apre un editor che mostra righe di codice. Qui il messaggio si legge come lo vedresti nella tua casella, e gli allegati si salvano uno alla volta.
Com'è fatto un messaggio dentro
In cima ci sono le intestazioni (From, To, Subject, Date, Received e decine di altre), una per riga, con le righe lunghe spezzate e mandate a capo con uno spazio davanti. Poi una riga vuota e poi il corpo. Se il messaggio ha un testo, una versione formattata e degli allegati, il corpo è diviso in parti separate da una stringa scelta a caso, il boundary, dichiarata nel Content-Type. Il contenuto binario viaggia in base64 e il testo con accenti in quoted-printable, cioè con «=E8» al posto della è. Questa pagina rifà proprio quel percorso a ritroso: rimonta le righe spezzate, decodifica le parole compresse fra =? e ?= (è così che si scrivono gli accenti nell'oggetto) e ricompone il testo con la codifica dichiarata, ripiegando su windows-1252 quando la codifica dichiarata è sbagliata.
La PEC e il messaggio dentro il messaggio
Il file che scarichi da una PEC non è il messaggio del mittente, è la busta di trasporto firmata dal gestore. Dentro trovi daticert.xml, che è la ricevuta con data e ora certificate, e postacert.eml, che è il messaggio vero con i suoi allegati. Qui postacert.eml si apre con un tocco, senza salvarlo e riaprirlo, e da lì scarichi la fattura o il documento che ti serviva. La firma della busta non viene verificata: per aprire una busta di firma .p7m c'è Apri file p7m, e per leggere una fattura elettronica c'è Leggi fattura elettronica.
Le immagini remote restano ferme dove sono
Una mail formattata può contenere immagini che stanno su un server di chi ha scritto. Caricarle significa dire a quel server che hai aperto il messaggio, quando e da che indirizzo IP: è il pixel spia della pubblicità. Qui non vengono caricate, e non potrebbero esserlo, perché la pagina non fa nessuna richiesta verso l'esterno. Le immagini incorporate nel messaggio stesso (quelle che l'HTML richiama con cid:) invece si vedono, perché sono già dentro al file. L'HTML non viene mai eseguito: viene letto in un documento inerte e ricostruito nodo per nodo tenendo solo i tag di formattazione, quindi script, moduli e fogli di stile spariscono per strada.
Cosa non fa, detto chiaro
Non apre i .msg di Outlook, che sono un formato proprietario diverso (da Outlook si salva come .eml), e non apre gli allegati impacchettati in winmail.dat. Non decifra i messaggi S/MIME o PGP e non verifica nessuna firma, quindi non dice se un messaggio è autentico: le intestazioni complete servono a farsi un'idea di dove è passato, non sono una prova. Non invia, non risponde e non salva niente. Tutto avviene nel browser, quindi il messaggio non lascia il dispositivo: puoi staccare la rete prima di aprirlo e la pagina continua a funzionare.