Quanto costa davvero un dipendente

Sopra la retribuzione lorda ci sono contributi, premio INAIL e accantonamento del TFR: qui vedi il costo dell'anno, del mese, della giornata e dell'ora davvero lavorata. Le percentuali sono campi da correggere, perché dipendono dal CCNL e dal settore.

Retribuzione lorda

La RAL comprende già tredicesima e quattordicesima, quindi non vanno sommate un'altra volta. Se parti dalla paga mensile, il tool le somma lui moltiplicando per le mensilità che indichi.

Contributi, INAIL e TFR

Le percentuali cambiano con il CCNL, il settore, la dimensione dell'azienda e gli sgravi in corso, perciò sono campi da correggere e non verità di sistema. I default sono un ordine di grandezza del terziario, il numero vero è nel prospetto contributivo (UNIEMENS) e sulla posizione INAIL.

Buoni pasto e altre spese

Negli altri costi annui entrano formazione, visite mediche, dispositivi di protezione, computer e telefono, welfare aziendale, assicurazioni e la parcella del consulente del lavoro. La soglia esente dei buoni pasto vale 8 € al giorno per quelli elettronici e 4 € per quelli cartacei (art. 51 comma 2 lett. c del TUIR), ed è modificabile perché le manovre la ritoccano.

Orario e giorni non lavorati

Ferie, permessi e festività non aggiungono costo, perché sono già dentro la retribuzione: riducono però le ore davvero lavorate su cui quel costo si spalma. Le festività nazionali sono undici più il patrono, ma qui contano solo quelle che cadono in un giorno lavorativo, in media otto.

Al contrario, dal budget alla RAL

Se sai quanto puoi spendere in un anno per la posizione, qui trovi la retribuzione lorda massima che riesci a offrire con gli stessi parametri impostati qui sopra.

Il calcolo avviene tutto nel tuo browser e nessun dato viene inviato da nessuna parte.

Che cosa risponde questo conto

La domanda «quanto mi costa questa persona» non si risolve guardando lo stipendio, perché sopra la retribuzione lorda l'azienda paga contributi, premio INAIL e accantonamento del TFR, e accanto ci mette buoni pasto, dotazione e formazione. Qui parti dalla RAL, oppure dalla paga mensile lorda moltiplicata per le mensilità del contratto, e ottieni il costo pieno dell'anno, del mese, della giornata e dell'ora. Attenzione a una confusione frequente: la RAL comprende già la tredicesima e la quattordicesima, quindi chi parte dall'annuo non deve aggiungerle di nuovo. Il riquadro in fondo fa il percorso inverso, dal budget che hai in mano alla retribuzione massima che puoi offrire.

Le voci che si sommano al lordo

I contributi previdenziali a carico del datore sono la voce più pesante: la quota pensionistica vale il 23,81% e alle sue spalle ci sono le voci minori (1,61% per la NASpI, 0,20% per il Fondo di garanzia del TFR, malattia, maternità e cassa integrazione dove è dovuta), per un totale che nel terziario gira intorno al 29-30% e nell'industria arriva spesso al 32-34%. Il premio INAIL si esprime per mille sulle retribuzioni e dipende dalla lavorazione, da poco più di 4 per mille per il lavoro d'ufficio a oltre 100 per mille per certe attività edili. Il TFR si accantona ogni anno dividendo la retribuzione per 13,5 (art. 2120 del codice civile), cioè il 7,41%, e da quella quota si trattiene lo 0,50% del Fondo di garanzia solo se il TFR resta in azienda: se va a un fondo pensione o alla Tesoreria INPS esce intero.

Perché un'ora lavorata costa più di quanto sembra

Un contratto da 40 ore settimanali vale circa 2.087 ore retribuite in un anno (52,18 settimane per 40), ma quattro settimane di ferie, i ROL e le festività infrasettimanali portano le ore davvero lavorate intorno a 1.830. Il costo non cambia, perché ferie e festività sono retribuite, cambia il divisore: la stessa spesa si spalma su meno ore. Ecco perché il tool mostra sempre tutti e due i numeri, il costo sulle ore lavorate e quello sulle ore retribuite. Chi prepara un preventivo o decide una tariffa deve usare il primo, altrimenti sottostima di circa il 12 per cento.

Quello che il conto non può sapere

Restano fuori diverse cose e vale la pena saperlo. Il massimale contributivo, che per chi è iscritto all'INPS dal 1996 in poi ferma la quota pensionistica sopra una certa retribuzione annua. Gli sgravi e gli incentivi all'assunzione, che vanno inseriti abbassando l'aliquota. La malattia, dove i giorni di carenza e l'integrazione prevista dal CCNL sono costo aggiuntivo mentre l'indennità INPS viene recuperata. I premi variabili e gli straordinari, che alzano sia l'imponibile contributivo sia il TFR. La rivalutazione annuale del TFR già accantonato (1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, con imposta sostitutiva del 17%). Sul fronte opposto, il costo del lavoro a tempo indeterminato è integralmente deducibile dall'IRAP e abbatte l'imponibile sui redditi, quindi per un'azienda in utile il peso netto è più basso del totale che leggi.

Non è una busta paga e non è una consulenza

Il risultato è una stima costruita sulle percentuali che hai scritto tu, e le percentuali giuste dipendono dal CCNL applicato, dall'inquadramento, dalla dimensione dell'azienda e dagli sgravi in corso: i numeri veri stanno nel contratto, in busta paga e nel prospetto contributivo, e prima di firmare un'assunzione vanno confermati dal consulente del lavoro, perché questo strumento non sostituisce il parere di un professionista. Per il verso opposto, quello del lavoratore, ci sono stipendio netto e lordo e calcolo del TFR; se invece devi valutare una collaborazione al posto di un'assunzione, guarda tariffa oraria freelance.