Leggi i dati nascosti di una foto
Fotocamera, obiettivo e impostazioni di scatto, data e ora, posizione GPS con il punto sulla mappa: tutto quello che il file si porta dietro, letto nel tuo browser.
JPG, PNG, WebP, HEIC, il file resta sul tuo dispositivo
Cosa sono i dati EXIF
Ogni volta che scatti, la fotocamera scrive dentro il file un blocchetto di dati (lo standard si chiama EXIF, Exif 2.32 / CIPA DC-008): marca e modello, obiettivo, tempo, diaframma, ISO, data e ora dell'orologio interno e, se il GPS è acceso, le coordinate esatte del punto in cui eri. Questa pagina apre quel blocchetto e te lo mostra in chiaro, senza caricare niente da nessuna parte: il file viene letto dal browser, byte per byte, e resta sul tuo dispositivo.
Come si leggono le impostazioni di scatto
Il tempo di posa è quanto è rimasto aperto l'otturatore (1/250 s congela una persona che cammina, 1/1000 s uno sportivo); il diaframma f/ regola quanta luce entra e quanto sfondo resta sfocato (f/1,8 sfoca molto, f/8 tiene a fuoco quasi tutto); gli ISO sono la sensibilità, e più salgono più compare il rumore. La focale equivalente 35 mm serve a confrontare obiettivi montati su sensori di dimensioni diverse: 50 mm su una compatta non inquadrano come 50 mm su una reflex full frame.
La posizione è il dato più delicato
Le coordinate GPS in una foto pubblicata online dicono dove abiti, dove lavora tuo figlio o dove hai parcheggiato l'auto in vendita, con la precisione di pochi metri. Per questo qui compaiono in un riquadro a parte, con il link alla mappa per verificare di persona quanto sono precise (aprendolo, a OpenStreetMap arrivano le coordinate, la foto no, quella resta qui). Il bottone «Scarica una copia senza dati» ridisegna la foto in un canvas: la copia esce senza EXIF, senza GPS e già dritta, ma è ricompressa in JPEG a qualità 0,92, quindi va usata per condividere, non per archiviare. Se ti serve solo ripulire un'immagine c'è anche rimuovi metadati, e per pixel, megapixel e proporzioni dimensioni foto.
Se non compare niente, non è un errore
Screenshot, foto mandate come immagine su WhatsApp o Telegram, file scaricati dai social e immagini rigenerate con un «salva come» arrivano quasi sempre senza EXIF: chi ricomprime butta via i metadati, e i social lo fanno di proposito sulla copia che scaricano gli altri (l'originale, GPS compreso, lo hanno ricevuto comunque loro). Attenzione però al caso opposto, che è quello che frega: la stessa foto inviata come documento («Documento» su WhatsApp, «Invia come file» su Telegram, un allegato di posta, AirDrop) arriva identica all'originale, con dentro coordinate e data. Infine i campi EXIF sono testo che qualsiasi editor riscrive, quindi non fanno prova: se stai verificando una data, dicono cosa c'è scritto nel file, non cosa è successo davvero.
Cosa legge questa pagina e cosa no
Legge il blocco EXIF dei JPEG (segmento APP1), dei PNG (chunk eXIf), delle WebP (chunk EXIF) e dei TIFF/DNG; per i file HEIC dell'iPhone e per gli AVIF cerca la firma Exif dentro il file, e di solito la trova, ma è un tentativo dichiarato, non una garanzia. Gli HEIC, poi, fuori da Safari nessun browser li disegna: vedrai i dati ma non l'anteprima, e lì la copia senza dati non è disponibile (gli AVIF invece Chrome e Firefox li aprono senza problemi). Non legge invece le note del costruttore (MakerNote), i blocchi XMP e IPTC e le miniature incorporate, e non modifica mai il file che hai caricato.