Estrai il codice da una risposta dell'AI
Incolla la risposta intera, spiegazione compresa: qui escono i file separati, con il nome che ha detto il modello e l'estensione giusta, uno per uno o tutti in uno .zip. E i caratteri storpiati che impediscono al codice di partire vengono trovati e corretti. Non esce niente dal tuo browser.
Puoi anche trascinare qui un file di testo.
Il motivo per cui il codice dell'AI a volte non parte
Il modello scrive virgolette curve al posto di quelle dritte, trattini lunghi al posto del doppio meno delle opzioni, e ogni tanto infila uno spazio unificatore dentro il rientro o un carattere a larghezza zero in mezzo a una parola. Nel testo sono dettagli tipografici; nel codice il programma non parte, e l'errore non dice mai «hai una virgoletta curva alla riga 12»: dice qualcosa di incomprensibile su un punto sbagliato. Qui vengono contati per tipo e corretti, e c'è scritto quanti e quali.
Due interruttori, perché i due casi non sono uguali
Gli invisibili (spazio unificatore, larghezza zero, trattino morbido) nel codice non sono mai legittimi: rompono e basta, quindi si correggono di default. Le virgolette curve e i trattini lunghi invece, dentro una stringa di testo, possono esserci apposta: se il tuo programma stampa una frase con le virgolette all'italiana, sostituirle sarebbe un danno. Per questo sono un interruttore a parte, spento, con il conteggio davanti agli occhi per decidere.
Il nome del file, non «codice1.txt»
Il nome il modello lo dice quasi sempre: nella riga prima del riquadro («src/app.js») oppure come commento nella prima riga («// src/app.js»). Qui viene letto di lì. Dove non c'è, si guarda il linguaggio dichiarato accanto agli apici, e se manca anche quello si deduce dal contenuto (uno shebang, un <?php, un def, un JSON) per scegliere almeno l'estensione giusta. E due file non possono mai finire con lo stesso nome dentro lo .zip.
Quando la risposta è tagliata, viene detto
Se un riquadro non viene mai chiuso vuol dire che la chat si è fermata a metà, e consegnare mezzo file senza dire niente è il modo migliore per far perdere un'ora a chi lo usa: il riquadro viene mostrato lo stesso, ma segnato. E i riquadri di comandi da terminale non sono file da salvare, quindi vengono detti per quello che sono, con una riga in più se dentro c'è un sudo, un rm -rf o uno scaricamento che finisce dritto in una shell: non è un allarme, è il fatto scritto prima che tu lo incolli.
Quello che non fa
Non esegue niente e non controlla se il programma funziona: ritaglia, dà un nome e corregge i caratteri, punto. Il testo di ogni riquadro è un pezzo esatto di quello che hai incollato finché non accendi una delle due correzioni. Se dalla risposta ti serve invece il testo senza gli asterischi del markdown, c'è Togli markdown e caratteri invisibili; per capire che cosa ti ha cambiato in un testo c'è Che cosa ha cambiato l'AI.