Che potenza serve al contatore di casa

Somma i watt di quello che accendi nello stesso momento, confronta il totale con la tolleranza del limitatore e scopri cosa spegnere per non restare al buio, oppure quanto costa alzare il contratto.

La trovi in bolletta come potenza impegnata. I gradini classici sono 3, 4,5 e 6 kW, ma dal 2017 si può chiedere qualunque valore a scatti di 0,5 kW (delibera ARERA 782/2016).

Spunta quello che ti capita di avere acceso nello stesso momento. I watt sono valori tipici e puoi cambiarli con quelli scritti sulla targhetta del tuo apparecchio.

Aggiungi un apparecchio tuo

Se quello che ti serve non è in lista, scrivilo qui con i watt della targhetta.

Quanto costa cambiare livello

La quota potenza è la voce che paghi per ogni kW impegnato, anche se non consumi niente. Cercala in bolletta nella sezione del trasporto e della gestione del contatore e scrivila qui: il valore preimpostato è solo un esempio, non il tuo.

Due limiti diversi, uno alla presa e uno al contatore

La presa e la ciabatta hanno un limite loro, di solito 2.300 o 3.500 W, e riguarda un solo punto dell'impianto (per quello c'è sovraccarico presa). Il contatore invece somma tutta la casa: puoi essere in regola su ogni presa e restare comunque al buio perché il totale supera la potenza impegnata. Questo strumento guarda solo il secondo limite.

Il contatore tollera il 10 per cento, poi conta il tempo

La potenza che puoi prelevare senza limiti di tempo è la potenza disponibile, cioè la potenza impegnata più il 10 per cento: 3,3 kW per un contratto da 3 kW, 4,95 per uno da 4,5, 6,6 per uno da 6. Sopra quella soglia il limitatore non stacca subito: tollera un sovraccarico moderato per circa due ore e stacca in un paio di minuti quando il sovraccarico è forte, cioè circa un terzo in più. Su dove cada esattamente quella seconda soglia le fonti divulgative non concordano, perché alcune la riferiscono alla potenza impegnata e altre a quella disponibile: per un contratto da 3 kW significa 3,99 kW oppure 4,39 kW. Il calcolo qui sopra segnala quella fascia come zona incerta invece di inventare un numero preciso.

Perché la somma è il caso peggiore

Forno, lavatrice, ferro da stiro e scaldabagno hanno un termostato, quindi assorbono il massimo solo mentre scaldano e poi si accendono e spengono da soli. La somma che vedi è il momento in cui capita che stiano scaldando tutti insieme, ed è proprio quello che fa saltare la luce. Al contrario i motori (frigorifero, condizionatore, pompe) chiedono uno spunto molto più alto per una frazione di secondo: il limitatore lavora su una media e quei picchi brevissimi di solito non lo fanno intervenire, quindi qui non sono contati.

Alzare la potenza costa la quota potenza, non i kWh

Il prezzo di quello che consumi non cambia. Dal 2017, con la riforma tariffaria ARERA (delibera 582/2015), la tariffa domestica non è più progressiva: passare da 3 a 4,5 kW fa crescere solo la quota potenza, cioè gli euro per ogni kW impegnato all'anno, più una spesa una tantum per la pratica. Per questo il tool chiede a te la quota potenza scritta in bolletta, invece di indovinarla: cambia da un anno all'altro e alcune bollette la espongono al mese anziché all'anno. Vale anche al contrario, perché chi ha 6 kW e non li usa mai può scendere e risparmiare.

Cosa questo calcolo non può sapere

I watt della lista sono valori tipici e servono a ragionare, non a certificare: il numero buono è quello sulla targhetta del tuo apparecchio, e per questo ogni riga è modificabile. Il risultato è una stima del picco, non una misura. Non tiene conto dello stato dell'impianto: un aumento di potenza può richiedere di adeguare l'interruttore generale o la sezione dei cavi, e per un piano a induzione o una wallbox la verifica la deve fare un elettricista. Questa pagina non sostituisce il suo parere né quello del tuo venditore di energia.