Quanto rende davvero un BTP

Il prezzo che vedi in borsa non è quello che paghi, e la cedola non è quello che ti resta. Qui scrivi prezzo, cedola e scadenza ed esce il rendimento netto a scadenza, con il rateo, le tasse al 12,5%, la commissione e il bollo contati sulle date vere.

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I numeri che scrivi restano nel tuo browser: il conto si fa qui, e nessun prezzo, importo o data viene mandato da nessuna parte.

Il prezzo che vedi non è quello che paghi

In borsa un BTP si quota a corso secco: il prezzo ogni 100 euro di nominale, senza la cedola che sta maturando. Ma una parte di quella cedola spetta a chi vende, quindi chi compra gli paga anche il rateo: il prezzo vero, il tel quel, è la somma dei due.

Il rateo si conta a giorni veri: i giorni passati dall'ultima cedola fino alla data di regolamento, divisi per i giorni veri del semestre, che sono fra 181 e 184. Le cedole cadono nello stesso giorno del mese della scadenza: un BTP che scade il 30 aprile paga il 30 ottobre, non il 31. Un esempio: su un BTP con cedola del 3,85%, comprato con regolamento il 26 settembre 2026 quando l'ultima cedola è stata pagata il 1° agosto, i giorni passati sono 56 su 184. La mezza cedola vale 1,925, quindi il rateo è 0,586 ogni 100, cioè 58,59 euro su 10.000 di nominale in più rispetto al prezzo di borsa.

La data che conta è quella di regolamento, non quella dell'ordine: comprando oggi in borsa, il titolo diventa tuo due giorni lavorativi dopo, saltando anche Capodanno, Venerdì Santo, Pasquetta, 1° maggio, Natale e Santo Stefano, quando i pagamenti fra banche si fermano (e il 24 e il 31 dicembre la Borsa non apre). La pagina la propone già così.

Le tasse: il 12,5%, e solo sugli interessi che maturano mentre il titolo è tuo

Sui titoli di Stato italiani, e su quelli degli Stati della white list, le tasse sono al 12,5%, meno della metà del 26% che si paga su un conto deposito o su un'obbligazione di una società (per quella, nel menu scegli 26%). Valgono per le cedole e per la differenza fra 100 e il prezzo pagato, quando il titolo lo compri sotto 100.

La cedola, quando arriva, viene tassata intera, anche la parte che hai pagato al venditore. Ma le tasse si pagano solo sugli interessi maturati mentre il titolo era tuo: per questo all'acquisto la banca ti restituisce il 12,5% del rateo (sul foglio compare come ritenuta sul rateo, oppure come rateo netto: il risultato è lo stesso).

La plusvalenza si paga una volta sola, alla scadenza, e la commissione d'acquisto la riduce: per il fisco fa parte del costo. A rigore su un titolo di Stato si tassa al 26% sul 48,08% del guadagno, cioè il 12,5008%: su 1.000 euro di guadagno è un centesimo, e qui si usa il 12,5% tondo.

Sopra 100 o sotto 100: la parte che quasi nessuno dice

Due BTP con la stessa scadenza possono rendere in modi opposti. Uno ha una cedola alta ed è quotato sopra 100: incassi tanto ogni sei mesi e alla scadenza ti rimborsano meno di quanto l'hai pagato. L'altro ha una cedola bassa ed è quotato sotto 100: incassi poco, e il grosso del guadagno arriva alla fine, come differenza fra 100 e il prezzo.

Al lordo possono sembrare equivalenti, e al netto non lo sono. Nel primo caso la perdita finale è una minusvalenza: non si scala dalle tasse sulle cedole. La banca la tiene da parte per quattro anni, buona solo contro altri guadagni in conto capitale (non contro cedole, dividendi o guadagni degli ETF). Se non hai niente da compensare è persa, ed è così che la conta questa pagina: è il caso peggiore.

Nel secondo caso la tassa sulla differenza la paghi alla fine, e pagarla più tardi vale qualcosa: il rendimento netto lo vede, perché conta ogni euro alla sua data.

Il bollo, che quasi nessun simulatore mette nel conto

Sui titoli tenuti in un deposito titoli si paga l'imposta di bollo dello 0,20% l'anno, la stessa del conto deposito, e per le persone fisiche non ha né un minimo né un tetto. Su un titolo che rende il 3% lordo è un quindicesimo del rendimento.

Qui la base è il prezzo che hai pagato (corso secco per il nominale), per ogni anno solare in proporzione ai giorni in cui il titolo è tuo, con l'addebito il 31 dicembre e l'ultimo pezzo alla scadenza. È una semplificazione: la banca lo calcola sul valore di mercato alla data del rendiconto. Il valore di mercato va verso 100 man mano che la scadenza si avvicina: se hai comprato sotto 100 il bollo vero può essere un po' più alto, sopra 100 un po' più basso. Se la tua banca non lo fa pagare, togli la spunta.

Che cos'è il rendimento a scadenza, e perché il tuo numero può non coincidere

Il rendimento non è la cedola divisa per il prezzo. È il tasso interno dei soldi che escono ed entrano, ognuno alla sua data: il tasso che rende quello che hai speso uguale a quello che ti torna. È lo stesso conto della funzione TIR.X di Excel, con gli anni da 365 giorni.

Il lordo è quello di mercato: prezzo tel quel contro cedole lorde e rimborso, senza tasse, commissione e bollo. Il netto è quello che ti resta, ed è il numero con cui confrontare due investimenti: su un BTP da 10.000 euro con cedola del 3,85%, comprato a 98,50 con una commissione dello 0,10% e tenuto dal 26 settembre 2026 fino al 1° agosto 2034, il lordo è il 4,11% e il netto il 3,38%, con un guadagno netto di 2.611,82 euro.

Il lordo coincide con quello di Borsa Italiana: provato su sette BTP veri, al centesimo di punto. Sui titoli comprati sotto 100 il loro netto è più alto, perché non conta la tassa sulla differenza fra 100 e il prezzo a cui compri. Il 23 settembre 2026 il BTP 0,6% agosto 2031 valeva 85,53 e Borsa Italiana scriveva 3,86% netto; qui, senza commissione e bollo, esce il 3,47%. La differenza è il 12,5% sui 14,47 euro ogni 100 che guadagni alla scadenza: quella tassa la pagherai. Altri siti capitalizzano ogni sei mesi: un 4% così è il 4,04% all'anno che si scrive qui.

Per togliere l'inflazione, il numero da confrontare con il Calcolatore inflazione è il netto, non la cedola.

Quello che non fa, detto chiaro

Non indovina il prezzo di vendita. Il conto tiene il titolo fino alla scadenza, perché è l'unico caso in cui il rimborso si conosce: se vendi prima, quello che incassi dipende dai tassi di quel giorno.

Non fa i titoli indicizzati né quelli a premio. BTP Italia e BTP€i si rivalutano con l'inflazione, i CCT hanno la cedola variabile, BTP Valore e BTP Più hanno cedole che crescono nel tempo: qui la cedola è fissa. I BOT e i CTZ invece si fanno scrivendo cedola zero (per i BOT comprati all'asta la tassa si paga subito, e il netto cambia di pochissimo). Non conta lo scarto di emissione, che per i titoli di Stato ha la stessa aliquota, e considera regolari tutte le cedole, anche una prima cedola corta o lunga.

Non è una consulenza. Conta tasse e costi come sono scritti oggi. Per confrontare il netto con un conto deposito c'è Conto deposito netto, per vedere che cosa fanno gli interessi reinvestiti c'è Interesse composto, e per sapere in quanti anni raddoppi c'è la Regola del 72.