Unisci due CSV

Accoda due file rimettendo le colonne al posto giusto anche se sono in ordine diverso, oppure abbina le righe su una colonna chiave e scopri subito quante sono rimaste senza corrispondenza.

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🔒 I due file restano sul tuo dispositivo. La lettura e l'unione avvengono dentro il browser, niente viene inviato a un server.

Come si usa

Incolla i due CSV nei due riquadri, oppure trascina i file dentro le due zone tratteggiate. Poi scegli cosa vuoi fare. Con l'accodamento il secondo file finisce sotto al primo e diventa un file solo, ed è la strada giusta per rimettere insieme dodici estratti mensili. Con l'abbinamento il secondo file porta le sue colonne accanto alle righe del primo, che è quello che in Excel si fa con CERCA.VERT, per esempio per mettere l'email del cliente accanto a ogni ordine. Il separatore viene riconosciuto file per file, quindi puoi unire un file con le virgole e uno con i punti e virgola senza sistemarli prima.

L'accodamento riallinea le colonne per nome, non per posizione

Se il primo file ha data, descrizione, importo e il secondo ha importo, data, descrizione, le colonne vengono rimesse nell'ordine giusto guardando l'intestazione (senza badare a maiuscole e spazi in più), non la posizione. Una colonna che esiste solo in uno dei due file viene aggiunta in fondo e resta vuota nelle righe che non ce l'hanno. È l'errore più comune quando si copiano e incollano due esportazioni a mano, perché a occhio sembrano uguali e invece il risultato mescola gli importi con le date.

L'abbinamento, la chiave e le chiavi doppie

Scegli in quale colonna sta il codice che i due file hanno in comune, per esempio il codice cliente o il codice prodotto. Puoi tenere tutte le righe del primo file (le celle senza corrispondenza restano vuote), solo quelle abbinate, oppure tutte le righe di tutti e due i file. La colonna chiave del secondo file non viene ripetuta perché conterrebbe lo stesso valore, e le colonne omonime prendono il suffisso _2. Se nel secondo file la stessa chiave compare più volte devi decidere tu: tenere la prima riga trovata, oppure fare una riga per ogni corrispondenza, cosa che moltiplica le righe. Il conteggio delle chiavi doppie e delle righe rimaste spaiate è sempre in chiaro, con i primi codici che non hanno trovato compagnia.

Perché due codici che sembrano uguali non si abbinano

Quasi sempre il problema non è il tool. Lo zero iniziale sparito da un foglio di calcolo trasforma 007 in 7, uno spazio invisibile in coda a un incollaggio rende "C001 " diverso da "C001", un identificativo esportato come numero diventa 1234.0, e maiuscole e minuscole contano se non spunti l'opzione apposta. Il tool toglia sempre gli spazi ai bordi e, con l'opzione attiva, ignora maiuscole e spazi doppi, ma non inventa somiglianze: se due codici restano diversi non li unisce, e te lo dice invece di far sparire le righe.

I limiti dichiarati

Si lavora sul testo del CSV, quindi formule, formati, colori e fogli multipli non esistono (per un file .xlsx passa prima da Da Excel a CSV). La chiave è una colonna sola, non una coppia di colonne. Tutto viene tenuto in memoria, perciò il tetto pratico è qualche decina di migliaia di righe per file e sopra i 20 MB il file viene rifiutato con un messaggio. Il file scaricato porta in testa il segno UTF-8, così Excel apre gli accenti giusti, e le celle non vengono toccate: se una cella comincia con un uguale, Excel la leggerà come formula esattamente come faceva prima. Nessun dato lascia il dispositivo, la pagina non ha nessun server dietro.