Quanti termosifoni servono per la stanza
Dai metri quadri ai watt, e dai watt al numero di elementi. Con una pompa di calore a 45 gradi lo stesso radiatore rende un terzo che a 75, quindi gli elementi non sono gli stessi.
Compila la stanza e scegli il radiatore. Il conto è in due passi, prima i watt che servono e poi gli elementi che li danno alla temperatura di mandata che usi davvero.
Campo facoltativo. Se lo compili, i dati della stanza qui sopra vengono ignorati e il conto parte da quel numero, utile se hai già una relazione tecnica.
Resa ed esponente qui sopra sono valori indicativi di catalogo e cambiano parecchio da modello a modello. Quelli veri stanno sulla scheda tecnica del radiatore, alla voce «potenza termica a ΔT 50 K secondo EN 442»: copiali nei campi e il conto diventa il tuo.
Campo facoltativo. Se scrivi quanti elementi ci sono già in quella stanza, il risultato dice se bastano e qual è la mandata più bassa con cui ce la fanno ancora.
Come nascono i watt della stanza
Il fabbisogno è stimato con il metodo volumetrico: volume × coefficiente W/m³ × (ΔT di progetto ÷ 25) × correzioni. I coefficienti vanno da 42 W/m³ per una casa senza isolamento costruita prima del 1976 a 11 W/m³ per una classe A recente, e sono riferiti a un ΔT di 25 gradi, cioè 20 in casa e -5 fuori, la condizione della zona climatica E. Le dispersioni per trasmissione crescono in proporzione alla differenza di temperatura, quindi il coefficiente viene riscalato linearmente sul ΔT vero: la stessa stanza a Palermo (+5 fuori) chiede il 60% dei watt che chiede a Milano. Le zone climatiche A-F sono quelle del DPR 412/93, ferme dal 1993, e le temperature esterne proposte sono valori tipici di progetto: quella esatta del tuo comune sta nella UNI 5364 e puoi scriverla a mano scegliendo l'ultima voce del menù. Le correzioni sono quelle classiche del predimensionamento, il 7% per ogni parete esterna oltre la seconda, il 5% in più a nord e in meno a sud, il 12% per il tetto sopra la testa, l'8% per il garage sotto il pavimento.
Perché lo stesso radiatore rende molto meno con la condensazione o la pompa di calore
Sulla scheda di un radiatore la potenza è dichiarata secondo la norma EN 442 a ΔT 50 K, cioè con acqua che entra a 75 gradi, esce a 65 e la stanza sta a 20: media dell'acqua 70, meno 20 di ambiente, fa 50. Se cambi la temperatura dell'acqua, la resa non cala in proporzione ma segue una curva, Q = Q₅₀ × (ΔT ÷ 50)ⁿ, con n intorno a 1,3 (1,33 per l'alluminio, 1,29 per la ghisa, 1,30 per l'acciaio tubolare; il valore esatto è sulla scheda tecnica). Ecco i numeri che sorprendono tutti: a 55/45 con la stanza a 20 gradi il ΔT è 30 e la resa scende al 51%, a 45/40 il ΔT è 22,5 e la resa crolla al 35%. Tradotto, per fare gli stessi watt servono il doppio degli elementi con una condensazione a bassa temperatura e quasi il triplo con una pompa di calore a 45 gradi. Non è un difetto della pompa di calore, è che i radiatori vecchi erano stati scelti per un'acqua molto più calda.
Il numero che devi copiare dalla scheda tecnica
La resa per elemento cambia parecchio da modello a modello, anche a parità di materiale e di altezza: due radiatori in alluminio con interasse 500 possono dichiarare 122 W e 160 W. I valori proposti nel menù sono medie di catalogo e servono solo a partire da qualcosa di sensato. Il numero vero è sempre scritto dal produttore come «potenza termica a ΔT 50 K, EN 442-2», e in genere è accompagnato dall'esponente n. Attenzione a due trappole: l'interasse (350, 500, 700) è la distanza fra gli attacchi, non l'altezza totale del radiatore, che è circa 8 cm in più; e i pannelli in acciaio piatti non si contano a elementi ma a lunghezza, quindi per quelli conviene usare i watt totali del modello invece della resa per elemento.
Se i termosifoni li hai già: il conto si legge al contrario
Compilando il campo degli elementi già installati il tool gira la formula e ti dice la mandata più bassa con cui quei radiatori coprono ancora la stanza. È la domanda che conta davvero prima di cambiare generatore, perché un radiatore sovradimensionato non è uno spreco ma un vantaggio: permette di abbassare l'acqua, e una caldaia a condensazione condensa davvero solo quando il ritorno resta sotto i 55 gradi, mentre una pompa di calore guadagna circa il 2,5% di consumo per ogni grado di mandata risparmiato. Se scopri che a 45 gradi ti mancano pochi elementi in una stanza sola, spesso conviene allungare quel radiatore invece di rinunciare alla pompa di calore per tutta la casa.
Limiti dichiarati e errori tipici
Questa è una stima di predimensionamento, non un calcolo del carico termico secondo la UNI EN 12831: non conosce i ponti termici, i ricambi d'aria, le stratigrafie vere dei muri né la portata che la tua pompa riesce a mandare in quel ramo. Va fatta stanza per stanza, e la somma dei fabbisogni delle stanze non è la potenza della caldaia, che si sceglie tenendo conto anche dell'acqua calda sanitaria e della contemporaneità. Gli errori più frequenti: contare le pareti che confinano con un appartamento riscaldato come esterne (non lo sono), dimenticare che una valvola termostatica chiusa non fa risparmiare se poi la stanza non arriva mai in temperatura, e coprire il radiatore con una mensola, una tenda lunga o un copritermosifone, che toglie facilmente il 10-20% della resa. Per un impianto nuovo o per il passaggio alla pompa di calore, i numeri vanno verificati da un termotecnico.