Emoglobina glicata (HbA1c)

Il referto la scrive in mmol/mol, il medico ne parla in percentuale e il glucometro in mg/dL. Qui trovi tutti e tre i numeri, con l'intervallo dentro cui la glicemia media può davvero cadere.

I laboratori italiani refertano l'emoglobina glicata in mmol/mol, mentre medici, opuscoli e siti parlano in percentuale. Scegli l'unità che vedi scritta accanto al numero e ottieni tutte le altre. Va bene anche la virgola.

Tabella di conversione, dal 5 al 13%

Sono i valori della tabella ufficiale NGSP, arrotondati come li scrive un laboratorio. La colonna della glicemia media viene dall'equazione ADAG e resta una stima.

Le due unità dell'emoglobina glicata

L'emoglobina glicata è la quota di emoglobina a cui si è legato del glucosio, e si può esprimere in due modi. Il più vecchio è la percentuale NGSP, nata negli studi DCCT e UKPDS degli anni Novanta e ancora usata da medici, opuscoli e obiettivi terapeutici. Il più recente è il valore IFCC in mmol/mol, cioè millimoli di emoglobina glicata per mole di emoglobina totale, che è quello che i laboratori italiani stampano sul referto dal 2010 circa. I due numeri misurano la stessa cosa e sono legati dall'equazione master concordata nel 2007, HbA1c% = 0,09148 × mmol/mol + 2,152. Da lì nascono le corrispondenze che conviene tenere a mente, 42 mmol/mol = 6,0%, 48 = 6,5%, 53 = 7,0%, 64 = 8,0%. Il tool inverte l'equazione dividendo per il coefficiente, non con il 10,929 arrotondato che gira nei prontuari, e così riproduce la tabella ufficiale riga per riga, comprese quelle che si giocano sul mezzo punto.

Da glicata a glicemia media, l'equazione ADAG

La glicemia media stimata (in inglese eAG, estimated average glucose) viene dallo studio ADAG pubblicato da David Nathan su Diabetes Care nel 2008. I ricercatori seguirono 507 persone, con diabete di tipo 1, di tipo 2 e senza diabete, per tre mesi, misurando la glicemia con un sensore continuo più sette misurazioni al giorno, e trovarono una relazione lineare con l'HbA1c: mg/dL = 28,7 × HbA1c% - 46,7. La versione in mmol/L si ottiene dividendo per 18,0182, che è il peso molecolare del glucosio. Il senso è tradurre un numero di laboratorio in un numero che si legge sul glucometro, quindi 7% diventa 154 mg/dL, cioè 8,6 mmol/L.

Perché la media stimata non è la tua media

L'equazione descrive il comportamento medio di un gruppo, e attorno a quella media c'è una dispersione ampia che il tool riporta sempre. Nello studio ADAG, il 95% delle persone con HbA1c del 7% aveva una glicemia media reale compresa fra 123 e 185 mg/dL, cioè un intervallo largo più di 60 mg/dL. Dipende da quanto a lungo vivono i globuli rossi di ciascuno e da quanto rapidamente la loro emoglobina lega il glucosio. Ecco perché la glicata non dice nulla sulle escursioni, sulle ipoglicemie e sulla variabilità: due persone con lo stesso 7% possono avere giornate molto diverse, e per quello servono le misurazioni, non una formula.

Il conto al contrario è più fragile dell'andata

Partire dalla glicemia media per stimare la glicata funziona solo se quella media rappresenta davvero le 24 ore. La media che dà un glucometro usato soprattutto a digiuno o prima dei pasti è più bassa di quella vera, quindi la glicata stimata viene sottostimata. Se invece la media arriva da un sensore continuo, l'indicatore giusto non è l'inverso dell'ADAG ma il GMI di Bergenstal (2018), GMI% = 3,31 + 0,02392 × media in mg/dL, che il tool mostra a parte. Le due strade divergono parecchio quando le medie salgono, per esempio con una media di 200 mg/dL l'ADAG inverso dà 8,6% mentre il GMI dà 8,1%.

Quando la glicata racconta meno di quel che sembra

Il valore riflette gli ultimi due o tre mesi, ma non in parti uguali, perché l'ultimo mese pesa grossomodo per metà. E ci sono condizioni in cui il numero perde affidabilità, cioè tutte quelle che cambiano la vita media dei globuli rossi. Anemia emolitica, emorragie recenti, trasfusioni, insufficienza renale ed epatica avanzata e la gravidanza tendono ad abbassarlo; la carenza di ferro e la vitamina B12 non trattate tendono ad alzarlo. Le varianti emoglobiniche come HbS, HbC ed HbE possono falsare la misura in un senso o nell'altro a seconda del metodo usato dal laboratorio. In questi casi la glicata va interpretata da chi conosce il quadro clinico, o sostituita con altri esami.

Fasce di riferimento, non una diagnosi

Il tool mostra sempre tutte le fasce e si limita a collocare il tuo numero, senza emettere un giudizio. Le linee guida usano 48 mmol/mol (6,5%) come criterio diagnostico per il diabete, e una fascia di rischio aumentato che parte da 39 mmol/mol (5,7%) per l'ADA statunitense e da 42 mmol/mol (6,0%) per il criterio IEC/EASD e gli standard italiani AMD-SID, quindi lo stesso 5,8% viene letto in due modi diversi a seconda del documento. Una diagnosi non si fa mai su un solo valore, perché serve la conferma su un secondo prelievo, e queste soglie non si applicano a chi è già in terapia, in gravidanza o in età pediatrica, dove valgono criteri e obiettivi propri. Questa pagina è materiale informativo, non un consiglio medico, e non sostituisce il parere di un professionista. Tutti i conti avvengono nel tuo browser.