Da Markdown a Word
Incolla il Markdown con i cancelletti e gli asterischi e portalo in Word già impaginato: i titoli diventano stili Titolo 1, 2, 3 veri, quindi il sommario automatico funziona. Copia negli appunti o scarica il file .docx.
Il sommario nasce vuoto per forza: i numeri di pagina li sa solo Word. Alla prima apertura Word chiede «Aggiornare i campi?», rispondi sì e il sommario si riempie. Se non te lo chiede, tasto destro sul riquadro e «Aggiorna campo». Il sommario riguarda solo il file .docx: la copia negli appunti non lo contiene.
Perché i titoli devono essere stili, non testo grande
Se incolli il Markdown in Word così com'è, ti restano i cancelletti a schermo; se lo incolli da un'anteprima qualsiasi, i titoli diventano testo grande in grassetto, che sembra un titolo ma per Word non lo è. La differenza si vede appena provi a fare qualcosa di serio: il sommario automatico resta vuoto, il riquadro di spostamento non mostra la struttura, i livelli non si possono comprimere e la numerazione dei capitoli non parte. Qui i titoli usano gli stili Heading 1, Heading 2 e Heading 3 di Word (in italiano li vedi come Titolo 1, 2 e 3), che è esattamente quello che Word si aspetta.
Che cosa viene convertito
Titoli da uno a sei cancelletti, grassetto, corsivo, barrato, codice in riga e blocchi di codice recintati dai tre apici inversi.
Elenchi puntati e numerati, anche annidati su più livelli e anche misti; un elenco numerato che riparte da 1 riparte davvero da 1, e uno che comincia da 5 comincia da 5.
Tabelle con la riga di intestazione in grassetto e su sfondo grigio, ripetuta in cima a ogni pagina, con l'allineamento a destra o al centro se lo hai indicato con i due punti nella riga dei trattini.
Citazioni, righe orizzontali, elenchi con le caselle da spuntare e collegamenti cliccabili (compresi gli indirizzi web e le caselle di posta scritti nudi nel testo).
I collegamenti a una sezione dello stesso testo, tipo [vedi](#sintesi): sul titolo corrispondente viene messo un segnalibro di Word, così nel file .docx il collegamento porta davvero lì. Se quel titolo non c'è, resta testo normale e te lo diciamo con un avviso, invece di lasciarti un link azzurro che non porta da nessuna parte. Nella copia negli appunti questi salti restano testo normale: un collegamento interno vive dentro il documento, e appena esce dalla pagina non avrebbe più un punto a cui saltare.
Il documento nasce in formato A4 con margini di 2 cm, carattere Calibri 11 e i codici in Consolas.
Copia negli appunti o scarica il file
Il pulsante arancione mette negli appunti sia la versione formattata sia il testo semplice: incolli in Word online, in Google Documenti, in una mail o in un messaggio e arriva già impaginato, senza passare da un file. È la strada più veloce quando il testo deve finire dentro un documento che esiste già. Il file .docx serve quando il documento devi consegnarlo, allegarlo o archiviarlo: è un file Word normale, che si apre con Word, LibreOffice, Pages e Google Documenti.
Il sommario si aggiorna alla prima apertura
Se spunti «Aggiungi il sommario», in cima al documento trovi un campo sommario vero. Nasce vuoto e non può essere altrimenti: i numeri di pagina dipendono dai caratteri e dai margini, quindi li conosce solo il programma che apre il file. Alla prima apertura Word chiede se aggiornare i campi: rispondi sì e il sommario si riempie da solo. Se non te lo chiede, tasto destro sul riquadro e «Aggiorna campo», oppure scheda Riferimenti e «Aggiorna sommario».
Che cosa resta fuori, detto prima
Le immagini non entrano nel documento: il Markdown contiene solo il loro indirizzo, e questa pagina non scarica niente dalla rete, quindi al loro posto resta la didascalia fra parentesi quadre. Non vengono interpretati l'HTML scritto dentro il Markdown, le formule matematiche in LaTeX, le note a piè di pagina e i riferimenti bibliografici in stile [1]: indirizzo. Le tabelle dentro le tabelle non esistono in Markdown e quindi neanche qui. Il codice va recintato fra tre apici inversi: quello segnalato soltanto con quattro spazi di rientro resta testo normale, e una riga di tre trattini è sempre una riga orizzontale, mai un titolo. Se una tabella non ha la riga di trattini sotto l'intestazione non è una tabella per nessuno, nemmeno per noi: te lo diciamo con un avviso invece di inventarci le colonne.
Tutto nel tuo browser, anche senza rete
Il documento Word viene costruito qui dentro, byte per byte: un file .docx è un archivio ZIP che contiene dei file XML, e questa pagina scrive sia gli XML sia lo ZIP. Il testo che incolli non esce dal tuo dispositivo, non viene caricato da nessuna parte e non resta salvato da nessuna parte: puoi staccare la rete e la pagina funziona lo stesso. È la differenza che conta quando quel testo è un verbale, una perizia o una relazione riservata.