Quanto risparmio isolando casa
Componi la parete strato per strato, ottieni la trasmittanza U e scopri quanto pesa in bolletta un cappotto da 6, 10 o 16 cm.
Componi la struttura strato per strato, aggiungi l'isolante che stai valutando e scopri la trasmittanza prima e dopo, i kWh e gli euro che smetti di buttare fuori e in quanti anni rientri della spesa.
L'ordine degli strati non cambia la trasmittanza, ma cambia dove finisce la condensa: metterli nel verso giusto ti aiuta a leggere il risultato.
I lambda in elenco sono valori tipici dei prospetti UNI 10351 e EN ISO 10456. Se hai la scheda tecnica del prodotto, usa il suo numero con la voce «altro materiale». L'intercapedine d'aria non ha un lambda: vale una resistenza che dipende dallo spessore, secondo la EN ISO 6946.
Lascia lo spessore a zero se vuoi solo sapere quanto disperde la struttura com'è adesso. L'obiettivo serve al calcolo inverso, cioè quanti centimetri servono per arrivarci: i limiti di legge per accedere alle detrazioni cambiano per zona climatica e vanno letti nel decreto in vigore.
I gradi giorno di ogni comune italiano sono nell'allegato A del DPR 412/93, quindi se la tua città non è in elenco puoi scriverli a mano. Il costo è quello di 1 kWh di calore che arriva davvero in casa, cioè già al netto del rendimento della caldaia: i valori proposti sono indicativi e il tool «costo del riscaldamento a confronto» lo calcola dai tuoi prezzi.
Separare le due voci serve alla tabella degli spessori, perché passare da 8 a 14 cm costa qualche euro in più al metro quadro ma il ponteggio, la rasatura e la manodopera restano gli stessi. Scrivi la detrazione che ti spetta davvero, verificata per l'anno in corso.
Che cos'è la trasmittanza e come si calcola
La trasmittanza U dice quanti watt attraversano un metro quadro di parete per ogni grado di differenza fra dentro e fuori. Più è bassa, meglio è. Si ottiene sommando le resistenze di tutti gli strati, dove ogni strato vale spessore diviso lambda (in metri e in W/mK), e aggiungendo le due resistenze superficiali che la EN ISO 6946 fissa in 0,13 all'interno e 0,04 all'esterno per una parete, 0,10 e 0,04 per un tetto, 0,17 per un solaio verso il basso. Alla fine U = 1 ÷ R totale. Un esempio vero: la classica parete a cassa vuota degli anni Settanta, intonaco 1,5 cm, forati 12, intercapedine 5, forati 8, intonaco 2, arriva a R = 0,89 e quindi a U = 1,12 W/m²K. Con 10 cm di EPS da 0,036 la resistenza sale a 3,67 e la trasmittanza scende a 0,27, cioè il 76% in meno. Nota che l'intercapedine d'aria non ha un lambda: vale una resistenza tabellata, al massimo 0,18 m²K/W, che è quanto danno appena 7 millimetri di isolante. Un'intercapedine vuota non è isolamento.
Da U a kWh, e perché serve il numero dei gradi giorno
Il calore che esce da una superficie in tutta la stagione è S × U × GG × 24 ÷ 1000 e viene in kWh. I gradi giorno (GG) sono la somma, su tutti i giorni del periodo di riscaldamento, delle differenze positive fra i 20 °C convenzionali e la temperatura media esterna: sono definiti così dal DPR 412/93, che li elenca comune per comune nell'allegato A e li usa per assegnare le zone climatiche dalla A alla F. Il 24 trasforma i gradi giorno in gradi ora e il diviso 1000 porta da watt a kilowatt. Se dall'altra parte non c'è l'esterno ma una cantina o un sottotetto, la dispersione viene ridotta da un fattore di correzione, qui 0,5 per cantine e garage e 0,9 per i sottotetti ventilati, valori convenzionali che la UNI/TS 11300-1 calcola invece caso per caso.
Sei centimetri o dodici? La risposta sta nella curva
La resistenza cresce in modo lineare con lo spessore, ma la trasmittanza è il suo inverso, quindi il guadagno è tutto all'inizio. Sulla parete dell'esempio, i primi 6 cm di EPS tolgono già il 65% delle dispersioni, a 10 cm si arriva al 76% e a 16 cm all'83%: i sei centimetri che vanno dal decimo al sedicesimo valgono 7 punti, contro i 65 dei primi sei. Ecco perché la tabella degli spessori mette accanto anche il rientro: lo spessore migliore non è il più alto, è quello dove il costo aggiuntivo dell'isolante smette di ripagarsi. Il calcolo inverso fa la stessa cosa dall'altra parte, dandoti i centimetri esatti per una U obiettivo con spessore = lambda × (1 ÷ U obiettivo − R attuale).
Che cosa questo conto non vede
Tre cose lo rendono ottimista e due lo rendono pessimista, e vale la pena saperle entrambe. È ottimista perché una parte del calore che risparmi te lo regalavano già il sole dalle finestre, gli elettrodomestici e le persone in casa, perché in una casa reale non si tengono 20 °C fissi per tutta la stagione, e perché le infiltrazioni d'aria continuano a esistere anche dietro un cappotto perfetto. È pessimista perché conta solo la superficie che gli hai indicato, mentre un cappotto esterno taglia anche i ponti termici di pilastri, travi e balconi, che in un edificio non isolato pesano parecchio, e perché il comfort di una parete calda al tatto non entra in nessuna formula. Un cappotto interno, a parità di centimetri, dà la stessa U ma non risolve i ponti termici e sposta il punto di rugiada verso l'interno, quindi va verificato con il calcolo della condensa prima di posarlo.
Il termostato, un grado per volta
La seconda scheda usa la stessa definizione dei gradi giorno. Tenere un grado in meno per tutta la stagione toglie un grado giorno per ogni giorno di riscaldamento, quindi il risparmio è giorni × gradi ÷ gradi giorno. Il risultato interessante è che non esiste una percentuale universale: a Milano, con 183 giorni e 2.404 gradi giorno, un grado vale il 7,6%, a Roma con 166 giorni e 1.415 gradi giorno vale l'11,7%. La famosa regola del 6 o 7% per grado nasce nei climi freddi e sottostima quello che si guadagna al Centro Sud. Il conto è però un limite superiore, perché nelle giornate tiepide quel grado non c'era da recuperare. Ricorda anche che il DPR 74/2013, art. 3, fissa per le abitazioni un massimo di 20 °C con 2 °C di tolleranza, e che con neonati, anziani o persone malate in casa la salute viene prima del risparmio. Questo strumento dà una stima e non sostituisce il parere di un tecnico abilitato o del tuo consulente fiscale.