Controlla i sottotitoli

Battuta per battuta: quanto vanno veloci, quante righe hanno, quanto durano, e soprattutto se si sovrappongono o hanno i tempi al contrario, che è l'errore per cui una piattaforma rifiuta il file. Le soglie le decidi tu.

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Le soglie (cambiale: non sono leggi, sono convenzioni)

Il file resta nel tuo browser: non viene caricato da nessuna parte.

Come si contano i caratteri al secondo

Il numero che conta, quando si sottotitola, è la velocità di lettura: quanti caratteri deve leggere chi guarda in ogni secondo in cui la battuta resta a schermo. Si divide il numero di caratteri per la durata, ed è tutto lì. La parte che nessuno dichiara mai, e che rende il numero incontrollabile, è quali caratteri si contano.

Qui la regola è scritta e si può cambiare. Gli spazi contano, perché anche uno spazio è tempo che l'occhio impiega, ma c'è la spunta per non contarli, dato che fra una committenza e l'altra la convenzione cambia davvero. L'a capo vale come lo spazio fra le due parole che separa, non come un carattere in più: la stessa battuta scritta su una riga o su due si legge nello stesso tempo, quindi deve dare lo stesso numero. E i tag di formattazione, il corsivo e i comandi di posizione fra parentesi graffe, vengono tolti prima di contare, perché a schermo non compaiono.

Da dove vengono 17, 42 e uno-sette secondi

Sono convenzioni di mestiere, non leggi. Diciassette caratteri al secondo è il limite che gira nelle linee guida delle piattaforme di streaming per le lingue latine; quarantadue caratteri per riga e due righe al massimo vengono dalla stessa scuola; uno e sette secondi sono la durata minima perché l'occhio faccia in tempo ad agganciare la battuta e la massima perché non resti lì immobile a video già cambiato.

Ma i numeri veri li decide chi commissiona il lavoro: le linee guida della televisione pubblica britannica ragionano in parole al minuto invece che in caratteri al secondo, i canali europei ammettono spesso trentasette caratteri per riga, e certi committenti scendono a quindici caratteri al secondo per i programmi per ragazzi. Per questo le soglie qui sopra sono campi da riempire e non numeri stampati: se la tua committenza ti ha dato altri limiti, scrivi quelli e il controllo si rifà su misura.

Le sovrapposizioni e i tempi al contrario

Le altre soglie dicono se il file si legge bene; queste due dicono se il file è valido, ed è una differenza importante. Una battuta che comincia prima che sia finita quella prima, o una che finisce prima ancora di cominciare, sono l'errore per cui un caricamento viene rifiutato senza spiegazioni, oppure per cui il lettore mostra due righe una sopra l'altra e poi ne salta una. Sono anche gli errori che a occhio, scorrendo il file, non si vedono: quaranta millesimi di sovrapposizione non li nota nessuno.

Per questo qui sono marcati diversamente dagli altri, e per questo si controlla anche l'ordine delle battute: due battute scritte nel file in un ordine che non è quello del tempo sono legali per il formato ma rompono metà dei programmi che le leggono. La pausa minima fra una battuta e l'altra è una cosa più mite, una convenzione di comodità dell'occhio, e infatti sta fra le soglie che si cambiano.

Che cosa aggiusta, e che cosa non tocca mai

Si aggiusta solo quello che si può aggiustare senza toccare le parole, e l'elenco è corto: la fine di una battuta che invade la successiva viene tirata indietro, una battuta troppo corta o troppo veloce viene allungata dentro la pausa che ha davanti (mai oltre, mai creando una sovrapposizione nuova), quelle oltre la durata massima vengono accorciate, le battute fuori sequenza vengono rimesse in ordine e le righe lunghe vengono mandate a capo in un altro punto. Il testo resta identico carattere per carattere: cambia solo dove va a capo. L'unica sovrapposizione che può restare è quella fra due battute che cominciano nello stesso istante: separarle vorrebbe dire spostarne una, cioè cambiare la sincronizzazione, e quello non è aggiustare, è inventare.

Quello che resta troppo veloce anche dopo aver allungato al massimo non si sistema, e non è una mancanza: per far scendere i caratteri al secondo bisogna scrivere meno parole, cioè riscrivere la battuta, e riscrivere è un lavoro di chi traduce, non di un programma. Anche il cinese, il giapponese e il coreano restano fuori dal giudizio: là la velocità di lettura non si misura in caratteri latini al secondo e i limiti per riga sono altri, quindi quelle battute vengono mostrate e contate ma non giudicate.

Ci sono infine due cose che questa pagina non fa apposta, perché le fa già un'altra scheda del sito. Se i sottotitoli non sono sbagliati ma soltanto sfasati, cioè arrivano tutti un po' prima o tutti un po' dopo l'audio, quello che serve è Sincronizza i sottotitoli. Se invece del file ti serve solo il discorso, senza numeri e senza tempi, la strada è Da sottotitoli a testo.