Crea una verifica a crocette
Scrivi le tue domande con le risposte e segna la giusta con un asterisco: esce la verifica da stampare in più file, con domande e risposte mescolate, e la griglia di correzione di ogni fila su un foglio a parte. Il contenuto è tuo, niente quiz a schermo, e le domande non escono dal tuo browser.
Una domanda per blocco, con una riga vuota fra un blocco e l'altro; sotto la domanda le risposte, una per riga, e un asterisco (*) davanti o in fondo a quella giusta. Vanno bene anche «1.» davanti alle domande e «a)» davanti alle risposte.
Punti per ogni risposta
Il contenuto è tuo, il risultato è un foglio da stampare
Qui non c'è un quiz da fare a schermo: le domande le scrivi tu, e quello che esce è la verifica pronta da stampare, in due, tre o quattro file con domande e risposte in un ordine diverso, più la griglia di correzione di ogni fila su un foglio a parte. È il lavoro che di solito si fa a mano in Word, ed è facile sbagliarlo proprio dove conta: la chiave della fila B che riporta ancora le lettere della A.
Serve a chi insegna, a chi fa formazione, a chi prepara un ripasso o una prova d'ingresso. Le file diverse servono al motivo che tutti conoscono: due compagni di banco hanno la stessa domanda in un posto diverso e la risposta giusta sotto un'altra lettera.
Come si scrive l'elenco
Una domanda per blocco, con una riga vuota fra un blocco e l'altro: la prima riga è la domanda, sotto ci sono le risposte, una per riga. La giusta si segna con un asterisco, davanti («* Lisbona») o in fondo («Lisbona *»), e sul foglio stampato non compare. L'esempio già scritto nel riquadro mostra tutte le forme insieme: basta cancellarlo per cominciare.
Il formato perdona le abitudini di chi ha le domande in Word: i numeri davanti alle domande («1.», «1.-», «Domanda 3:») e le lettere davanti alle risposte («a)», «B.», «(c)», «a.-», anche dentro un elenco puntato come «- a)») vengono tolti e rimessi in ordine, e lo stesso vale per le risposte numerate «1)», «2)». Le lettere contano solo se vanno in fila, a, b, c: una domanda che comincia con un'iniziale, come «E. coli è un batterio?», o una risposta come «A. Manzoni» restano come le hai scritte. Se le domande sono incollate senza righe vuote, ogni «a)» apre una domanda nuova; se Word ha messo una riga vuota fra una risposta e l'altra, la risposta con la lettera si riattacca alla sua domanda. Il grassetto copiato da una chat (**Roma**) viene tolto e non conta come asterisco.
Le operazioni restano come le scrivi: «7 - 4 = ?» e «12 : 4 = ?» non vengono scambiati per il numero della domanda, perché il numero di una domanda ha il segno attaccato, come «1.» o «1)». L'asterisco e il cancelletto invece hanno un significato: se ti servono come testo, per esempio «*p» in un compito di programmazione o «#include», scrivili con una barra rovesciata davanti, «\*p» e «\#include».
Quello che non torna non viene indovinato: viene detto, con il numero della domanda e la riga. Una domanda senza asterisco, con una sola risposta, con due risposte uguali o con l'asterisco su tutte (succede con gli elenchi puntati fatti di asterischi) resta fuori, e sopra i fogli c'è scritto perché. Se le lettere saltano, per esempio a, b, d, la pagina chiede se manca una risposta.
Le risposte che non si possono mescolare
È l'errore classico di chi mescola le verifiche con un programma qualunque: «Tutte le precedenti» finisce al primo posto, senza niente sopra, o «Nessuna delle precedenti» finisce in mezzo e la domanda cambia senso. Qui queste risposte vengono riconosciute e restano in fondo, mentre le altre si mescolano sopra di loro. «Tutte» o «Nessuna è corretta», che non dicono dove stanno le altre, restano in fondo se le hai messe in fondo, mentre in mezzo si mescolano come le altre, perché sono vere in qualunque posto. Le frasi si riconoscono in italiano, inglese e spagnolo qualunque sia la lingua della pagina («All of the above», «Ninguna de las anteriores»), perché la verifica di lingue si scrive nella lingua che si studia.
Il secondo caso è più subdolo: le risposte che citano le altre per lettera o per posto, come «A e C», «Sia A che B ma non C», «Nessuna tranne la C» o «Le prime due». Dopo il mescolamento la A è un'altra risposta, e nessun mescolamento lascia la domanda uguale: le risposte di quella domanda restano nell'ordine scritto, mentre la domanda può cambiare posto, e sopra i fogli c'è scritto. Se una risposta deve restare dov'è per un motivo che la pagina non può sapere, mettile davanti un cancelletto (#); davanti a una domanda, lo stesso segno la tiene al suo numero. E se una risposta cita le altre in un modo che la pagina non riconosce, te ne accorgi perché sopra i fogli manca l'avviso: metti il cancelletto davanti a tutte le risposte di quella domanda, e restano nell'ordine scritto.
Il codice di mescolamento: la stessa verifica, identica
Il mescolamento parte da un codice, scritto sulla griglia di correzione. Con lo stesso elenco, lo stesso codice e le stesse scelte la pagina rifà esattamente le stesse file, su qualunque computer e anche nelle versioni inglese e spagnola del sito. Serve quando la griglia si perde, quando un collega ristampa le copie per un'altra sezione o quando uno studente assente fa la prova una settimana dopo, con la stessa fila degli altri.
Il codice lo propone la pagina, ma puoi scriverne uno tuo, come «3B-STORIA»; «Nuovo codice» rimescola tutto. L'ordine dipende anche da quante domande e risposte ci sono: se aggiungi o togli una domanda le file cambiano, mentre correggere un errore di battitura non cambia niente.
La griglia di correzione e il punteggio
La griglia ha una riga per ogni posto nella verifica e una colonna per ogni fila, con la lettera giusta in ogni casella. Accanto c'è un numero piccolo, la posizione della domanda nel tuo elenco: se mezza classe sbaglia la domanda 7 della fila B, sai subito quale domanda è. Quando le giuste sono più di una la casella le ha tutte, e la domanda vale giusta solo se lo studente le segna tutte e nessun'altra.
Il punteggio si sceglie per la risposta giusta, la sbagliata e la non data. Con le penalità c'è un conto utile: chi tira a indovinare fra quattro risposte ne prende una su quattro, quindi la penalità che rende inutile tirare a indovinare è meno un terzo (nel campo va bene anche «-1/3»), e con cinque risposte meno un quarto. Su 20 domande con la giusta a 1, la sbagliata a meno 0,25 e la non data a 0, chi ne ha 14 giuste, 4 sbagliate e 2 in bianco fa 14 meno 1, cioè 13 su 20.
Sotto i pulsanti di stampa c'è un correttore: scegli la fila, scrivi le lettere segnate dallo studente, con un trattino per quelle in bianco, e ottieni il punteggio netto. Il voto no, ed è voluto: la griglia dei voti la decide la tua scuola, e per trasformare il netto in voto c'è Da punteggio a voto, che chiede proprio il punteggio con le penalità già tolte.
Come si stampa
Con i pulsanti o con Ctrl+P (Cmd+P sul Mac). Sulla carta va solo la verifica, senza menu né spiegazioni: ogni fila comincia su un foglio nuovo, la griglia viene per ultima, da sola, e una domanda non viene mai spezzata fra due pagine.
Nella finestra di stampa togli «Intestazioni e piè di pagina», se no il browser aggiunge la data e l'indirizzo della pagina. E se stampi fronte e retro, una fila con un numero dispari di facciate fa cominciare la successiva sul retro: conviene stampare le file una alla volta, oppure salvare in PDF e stampare da lì.
Quello che non fa
Non è un gioco da fare a schermo: per quello ci sono Quiz cultura generale e Quiz delle tabelline, che hanno le domande già dentro. Non corregge i fogli scansionati, perché servirebbe un lettore ottico, e non gestisce domande aperte, immagini o formule: il testo resta testo. Non dà pesi diversi a domande diverse né punti parziali a chi indovina metà delle risposte giuste di una domanda.
Per altri materiali da stampare per la classe ci sono Crea un crucipuzzle e Fogli a quadretti e a righe da stampare.